Importo della retribuzione per l’apprendistato
L’importo della retribuzione per l’apprendistato è regolato dalla legge sulla formazione professionale (BBiG) e dipende dal settore, dalla professione e dall’anno di apprendimento. Di norma, la retribuzione aumenta con ogni anno di formazione. Per le professioni che non sono regolate da contratti collettivi, si applica la retribuzione minima legale, che viene adeguata annualmente. Dal 2020 esiste una retribuzione minima per l’apprendistato, che è valida per tutti i nuovi contratti di apprendistato. Essa ammonta almeno a 620 euro nel primo anno di apprendistato e aumenta in modo scaglionato negli anni successivi. Tuttavia, per gli accordi contrattuali, questi importi possono essere più elevati.
Regolamenti contrattuali e legali
Nei settori con contratti collettivi, la retribuzione è stabilita dai termini contrattuali. I contratti collettivi stabiliscono standard minimi che non possono essere superati. In questi casi, il contratto di apprendistato deve indicare chiaramente la retribuzione contrattuale. Nei settori senza obbligo di contratti collettivi si applica la retribuzione minima legale per l’apprendistato. Se un’azienda di apprendistato paga una retribuzione inferiore al limite legale o contrattuale, il contratto può essere dichiarato nullo. Gli apprendisti hanno in questi casi il diritto di richiedere retroattivamente le somme differenziali.
Regolazione della retribuzione durante il percorso di apprendistato
La retribuzione per l’apprendistato di solito aumenta con ogni anno di formazione, per riconoscere le capacità e le conoscenze crescenti dell’apprendista. Questo scaglionamento deve essere chiaramente visibile nel contratto di apprendistato. Se durante il percorso di formazione si verifica una modifica contrattuale che influisce sulla retribuzione, le aziende di apprendistato devono adeguare la retribuzione. L’aumento della retribuzione è obbligatorio, anche se il contratto esistente prevede una retribuzione inferiore. L’azienda è obbligata a informare per iscritto l’apprendista su eventuali modifiche alla retribuzione.
Modalità di pagamento e scadenza
La retribuzione deve essere trasferita entro l’ultimo giorno lavorativo del mese sul conto indicato dall’apprendista. Questa normativa mira a garantire che l’apprendista possa pianificare in modo affidabile le sue spese mensili. Un pagamento in contante della retribuzione è insolito e dovrebbe essere documentato nel contratto solo se non ci sono altre possibilità. Il contratto dovrebbe anche regolare eventuali pagamenti aggiuntivi come la gratifica natalizia, il bonus per le ferie o le commissioni e quando devono essere corrisposti. In caso di pagamento tardivo, l’apprendista ha diritto a interessi di mora.
Supplementi e benefici aggiuntivi
Oltre alla retribuzione base, nel contratto di apprendistato possono essere concordati ulteriori benefici che vanno oltre la normale retribuzione per l’apprendistato. Questi possono includere, ad esempio, benefici legati al risparmio, rimborsi spese di viaggio o compensi per straordinari e lavoro a turni. Anche una previdenza pensionistica aziendale o indennità pasti possono far parte della retribuzione per l’apprendistato. Questi benefici accessori dovrebbero essere chiaramente indicati nel contratto, includendo il loro importo e le scadenze, per evitare malintesi.
Retribuzione per le ore straordinarie
Le ore straordinarie sono generalmente consentite per gli apprendisti solo in casi eccezionali e devono essere compensate con retribuzione aggiuntiva o con ferie compensate. Il contratto di apprendistato dovrebbe contenere una chiara regolamentazione su come vengono gestite le ore straordinarie. La retribuzione per le ore straordinarie non può essere inferiore alla retribuzione normale per l’apprendistato per ora. Gli apprendisti hanno il diritto di rifiutare ore straordinarie se queste mettessero a rischio il fine dell’apprendistato o violassero le disposizioni della legge sulla protezione del lavoro minorile.
Continuità della retribuzione in caso di malattia e ferie
L’apprendista ha diritto a ricevere la retribuzione per l’apprendistato in caso di malattia o durante le ferie. In caso di malattia, l’apprendista deve informare l’azienda immediatamente e presentare un certificato medico entro un massimo di tre giorni. La retribuzione continua per un massimo di sei settimane. Successivamente, l’assicurazione sanitaria paga l’indennità per malattia, se la malattia dura più a lungo. Anche durante le ferie, l’apprendista riceve la sua piena retribuzione per l’apprendistato. La continuità della retribuzione si applica anche quando l’apprendista partecipa a esami o eventi scolastici.
Riduzione della retribuzione
La riduzione della retribuzione è consentita solo in casi eccezionali rari. Ad esempio, la retribuzione per l’apprendistato può essere ridotta se l’apprendista è assente senza giustificazione o ostacola la formazione per propria colpa. Tuttavia, tale riduzione deve essere documentata per iscritto nel contratto o in un accordo separato. Le riduzioni dovute a malattia o altre assenze giustificate non sono consentite e violano le normative legali sulla continua retribuzione. In caso di controversie, l’apprendista può far esaminare in tribunale la legittimità di un taglio.
Retribuzione in caso di interruzione dell’apprendistato
Se un contratto di apprendistato viene interrotto anticipatamente, l’apprendista ha diritto alla retribuzione fino all’ultimo giorno di lavoro. L’azienda deve corrispondere all’apprendista lo stipendio per il mese in corso in proporzione. Se durante la cessazione vengono liquidati turni di lavoro ancora aperti, anche questa retribuzione aggiuntiva deve essere considerata. L’apprendista ha diritto a un certificato di fine apprendistato e a eventuali pagamento speciali in sospeso, se concordati nel contratto. Anche in caso di licenziamento durante il periodo di prova, tutte le prestazioni fornite fino a quel momento devono essere completamente retribuite.
Diritti al pagamento arretrato
Se successivamente si scopre che la retribuzione era al di sotto delle normative legali o contrattuali, l’apprendista ha diritto al pagamento arretrato. Questo diritto si prescrive solo dopo tre anni, quindi l’apprendista può richiedere retroattivamente un adeguamento. L’azienda è obbligata a pagare le somme differenziali anche se l’apprendista ha già lasciato l’azienda. Tale obbligo di pagamento si applica anche nel caso di errori di calcolo in seguito alla revisione dei pagamenti, ad esempio nel calcolo errato delle ore straordinarie.
Accordi retributivi non autorizzati
Non è consentito concordare nel contratto di apprendistato una retribuzione che non soddisfi i requisiti minimi legali. Accordi che prevedano il rimborso della retribuzione per l’apprendistato in caso di esame non superato o di interruzione anticipata dell’apprendistato sono anch’essi illegali. L’azienda di apprendimento non può effettuare detrazioni non autorizzate dalla retribuzione, come per abbigliamento da lavoro o materiali. Anche le clausole che obbligano l’apprendista a svolgere lavoro straordinario senza ulteriore compenso sono vietate e possono rendere l’intero contratto nullo.